Vendemmia in cantina, un’esperienza da vivere

esperienza vendemmia in cantina

Molto più della raccolta dell’uva destinata alla produzione vinicola, la vendemmia rappresenta un’esperienza da vivere e condividere direttamente in cantina. È un processo da eseguire con attenzione e dedizione, che nasconde storie e tradizioni secolari.

L’esperienza della vendemmia in cantina nel tempo

la tradizione della vendemmia

La vendemmia origina ricordi e lega diverse generazioni in un atto semplice ma pieno di significato. Il senso di lavoro importante, di gruppo e di famiglia, risale all’Antica Roma. Durante le festività del Vinalia Rustica festeggiate ogni 19 Agosto, veniva fatto un sacrificio a Giove. Questo solenne momento sanciva l’inizio del periodo di vendemmia, vissuto dalle famiglie già allora come un’esperienza di festa.

Il momento della vendemmia ha conservato queste caratteristiche almeno fino alla metà del secolo scorso: sacralità dell’evento, spesso associato a Santi come ringraziamento per l’uva prodotta, e festività dell’evento, che diventava occasione di incontro, di lavoro e di festa, tanto che tradizione voleva che una volta terminata l’attività di raccolta la famiglia si riunisse a cena per celebrare questa giornata.

Al giorno d’oggi questa antica tradizione della vendemmia va via via perdendosi, colpevoli sopratutto le nuove tecnologie che agevolano il lavoro ma ne precludono l’antica idea di socialità. Nonostante ciò, sono ancora molte le aziende che, per rispetto dell’ambiente, per selezioni specifiche dell’uva o semplicemente per scelta, decidono di mantenere la tradizione della vendemmia manuale. Questo dà prova ancora una volta dell’immortalità del lavoro dell’uomo, in particolare quando si parla di attenzione alla qualità.

La vendemmia in cantina nei ricordi dei produttori

“Mi ricordo che le mie prime vendemmie, quando avevo 14 anni, erano momenti di gioia e di festa. Si vendemmiava con gli anziani del paese che ti facevano cantare e alla fine della vendemmia si faceva la curmà, ossia il pranzo di festeggiamento tutti assieme. Oggi non è più così, la vendemmia è diventato solamente un momento di lavoro, le logiche di mercato ti portano a pensare a tempi e costi piuttosto che ad un momento ludico e conviviale. Mi auguro che le nuove generazioni che sceglieranno di fare il mestiere del viticoltore si ricordino del significato che questo lavoro aveva in passato nonostante il mondo di oggi vada in un’altra direzione”.  – Lorenzo, Cascina Faletta

“Ogni inizio vendemmia è un tuffo nel passato e ci porta all’ultima vendemmia fatta con il nonno Mario, da cui i fratelli hanno ereditato l’azienda agricola per poi farla crescere fino a decuplicarla in questi 10 anni. Nostro nonno ha lavorato fino all’ultimo, una vita passata tra i campi, con il suo cappellino di paglia. Ci portava sul trattore a scaricare il carro, era il nostro momento preferito. Ci sentivamo grandi a vedere la strada da lassù, e non potevamo immaginare che un giorno quella sarebbe diventata la nostra missione, con un obiettivo ancora più stimolante: far conoscere il Monferrato, presentare le magiche colline piemontesi, che tanto nonno Mario amava, a più persone possibili e raccontare la passione che lui ci ha trasmesso in ogni nostra bottiglia, calice, cantone di Cella Monte.”Martina, Cinque Quinti

La produzione del vino

vendemmia amarone

È importante sottolineare che non esiste un unico periodo adatto alla vendemmia. In base al tipo di vino che si vuole produrre, infatti, saranno necessari periodi di maturazione più o meno lunghi, perché sia raggiunto il punto ideale di dolcezza e acidità dell’uva.

La produzione del vino inizia prima di raccogliere le uve. La cura del vitigno è infatti essenziale a stabilire quelle che saranno la qualità e la tipologia di vino prodotto. Con la vendemmia si selezionano i grappoli e successivamente si procede alla pigiatura, svolta in appositi macchinari. Successivamente si procede alla fermentazione del mosto, tenuta sotto controllo dall’aggiunta di lieviti e dalla temperatura che non deve mai superare i 18º. Si procede alla svinatura che termina nella fermentazione lenta in botte. Circa a metà novembre avviene il primo travaso, necessario per togliere residui e impurità dal vino. A questo punto il vino è pronto per l’invecchiamento che potrebbe avvenire in botte o in bottiglia. Una volta imbottigliato, il vino dovrà essere conservato in ambiente fresco tutto l’anno con temperatura di circa 15°, al buio, con scarsa umidità e lontano da odori nocivi come la benzina. Per una decina di giorni le bottiglie dovranno stare in verticale, in modo da fare dilatare i tappi, poi potranno essere distese.

Per la fase della fermentazione, storico nel sud Italia è l’utilizzo del palmento, una vasca ampia e non troppo profonda. Con lo stesso termine viene anche indicata la macina del mulino. La maggior parte dei palmenti da mosto presenti in Italia risalgono all’epoca ellenica e romana e si trovano prevalentemente in Calabria e Sicilia.

palmento siciliano

Vivi un’esperienza in cantina nel periodo della vendemmia

Tradizione dell’Oltrepò Pavese è far vivere ai propri clienti in prima persona l’esperienza della vendemmia. Presso la cantina Calatroni, per tutti i weekend di Settembre, potrete vendemmiare in famiglia, pigiare l’uva con i piedi e mangiare un pranzo completo abbinato ai vini della cantina in compagnia.

In Veneto, presso la cantina Massimago, vivete un evento dedicato alla vendemmia dell’Amarone tra settembre ed ottobre 2020.

Nel tacco d’Italia, presso Cantina Bosco potrete vivere la tradizione raccogliendo l’uva direttamente dai vigneti, visitare la cantina scoprendo nel dettaglio il processo produttivo del vino e terminare il tour degustando le varie etichette della cantina.

Scoprite le cantine in uno dei loro periodi più belli, dove potrete apprezzare il lavoro, la dedizione e la tradizione che si nascondono dietro vini di alta qualità; immergetevi in mille autentiche esperienze enoturistiche e in tutta la passione del mondo Divinea.

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